Il mondo degli scacchi
Alastair Mackie, Amorphous Organic, 2008
Sulle qualità del gioco degli scacchi si può dire di tutto: somigliano alla vita, sono arte e scienza, sono sport e scienza, sono scienza, sono. Ma molto si potrebbe dire anche sul suo lato, permettetemi il termine di chiara derivazione, "sovrastrutturale" e cioè quello che le rende stereotipicamente un gioco per intellettuali, per pazzi, gente singolare o (continuiamo a sperare) persone interressanti.
C'è però un altro aspetto, la varietà delle componenti puramente percettive, cioè detto in italiano la varietà delle forme che hanno i pezzi sulla scacchiera, che portano artisti di ogni disciplina a cimentarsi con il tema, da Yoko Ono a Giuseppe Bessi, maestro artigiano alabastraio della cui conoscenza sono debitore a Emanuela Zerbinatti.
Ecco alcune delle sue opere in mostra a Volterra, nel Palazzo dei Priori, dal 25 settembre al 9 gennaio:
Mentre qui potete ammirare l'installazione "Play it by trust" (1999) di Yoko Ono:
E infine, date un'occhiata agli scacchi cubisti di Jaroslav Jurica, che ultimamente stanno avendo molto successo sulla tweettosfera: