
Forse siamo troppo legati alla FSI e al suo apparato burocratico, per questo dimentichiamo l'esistenza di realtà grandi e piccole senza alcun legame con la federazione. Tra queste c'è il fenomeno di associazioni locali dove il gioco degli scacchi è tramandato e accudito al di fuori del tesseramento. Essendo cresciuto in terra bergamasca ricordo con piacere, ad esempio, il Chess Lab di Eynard dove ho visto giocare per la prima volta (all'epoca NC) un certo Sabino Brunello. Per caso e certamente per fortuna in queste settimane ho avuto modo di parlare un po' con Davide Fasolo, promotore di un'iniziativa simile in provincia di Venezia. Ne ho approfittato per fargli qualche domanda.
1) Ciao Davide, puoi dirci come ti sei avvicinato al mondo degli scacchi?
Ho cominciato a giocare a scacchi molto presto, avevo 6-7 anni, i miei genitori appassionati giocatori mi hanno trasmesso presto questa passione. Riguardo l'agonismo ho iniziato a giocare qualche gara ufficiale a 15 anni, ho anche vinto un torneo giovanile e partecipato da ragazzo al campionato italiano a squadre a Spinea in provincia di Venezia, dove sono cresciuto. Poi dopo le scuole superiori ho smesso per dedicami all'Università, allo studio della Filosofia e all'attività di Arbitro di Calcio .
2) Ma il morbo degli scacchi è cresciuto tanto da portarti a fondare, insieme ad altri, il CipreScacchi. Di cosa si tratta esattamente?
La passione degli scacchi anche se non ho continuato a giocare i tornei, è comunque rimasta. Da quando ho cominciato ad insegnare ho iniziato a considerare gli scacchi come uno strumento per stimolare e affinare le capacità astrattive e logiche indispensabili per il corretto sviluppo del bambino, quindi un ausilio da utilizzare in campo pedagogico. Ho spesso organizzato, anche nelle scuole dove ho insegnato in passato, corsi di scacchi svolti in orario di attività alternativa e che ho organizzato in autonomia. Ora che sono entrato in ruolo presso la Scuola Primaria "Munaretto" che ha sede nel quartiere della Cipressina a Mestre (per questo motivo "CipreScacchi") ho deciso sotto lo stimolo di alunni e genitori di fondare questo Laboratorio scacchistico di Quartiere. Anche grazie ad una Associazione Culturale della zona, "I Sette Nani", ci troviamo, adulti e bambini, in una sala del centro civico una volta alla settimana per giocare a scacchi.
Qui si svolgono anche lezioni teoriche, mie e di un amico giocatore tesserato e in possesso di abilitazione di educatore FSI (Maurizio Tonolo) .
3) È stata un'idea tua o dei genitori dei tuoi alunni? Quanto sono conosciuti gli scacchi nella zona?
L'idea è nata dai bambini che avendo difficoltà a raggiungere il circolo scacchi presente a Mestre centro, hanno manifestato la volontà di avere un luogo nel quartiere dove poter giocare a scacchi . Gli scacchi nella zona in realtà fino ad ora non sono molto diffusi.
4) Puoi descrivermi l'attività che fate al laboratorio? Ci sono corsi, tornei...?
In Laboratorio giochiamo, facciamo lezioni tecniche e se c'è bisogno organizziamo tornei e corsi nelle scuole.
5) CipreScacchi è un laboratorio, non un circolo. Cosa comporta non essere affiliati alla FSI, quali sono gli svantaggi, se ci sono? Mi sembra di capire che siete comunque iscritti all'albo delle associazioni della città...
Si, tramite "I Sette Nani" siamo iscritti all'albo delle associazioni cittadine. Per ora non richiediamo una quota associativa ai bambini, se dovessimo diventare un Circolo FSI saremmo costretti a farlo e questo potrebbe essere un problema per alcuni bambini e famiglie che forse averebbero delle difficoltà. Questo non ci preclude la possibilità di partecipare ai tornei federali come singoli giocatori. Lo hanno fatto alcuni bambini in occasione dell'ultimo Torneo di Mogliano con ottimi risultati. Gli svantaggi se vogliamo consistono nel non poter organizzare tornei ufficiali e di non avere una nostra squadra agonistica. Ma se l'attività scacchistica nel quartiere dovesse smuoversi non escludo, in futuro, che il Laboratorio "CipreScacchi" possa diventare un Circolo FSI.
6) Siete una realtà molto giovane, avete già organizzato eventi, manifestazioni o altro? In che modo cercate di diffondere il gioco?
Abbiamo cominciato a riunirci a giocare nel febbraio 2011, in occasione della Festa di quartiere al vicino Parco Hayez in giugno, abbiamo organizzato grazie al contributo de "I Sette Nani" un torneo semilampo, la "CipreCup" Summer 2011, che ha avuto un certo successo con una ventina di partecipanti e con in palio Coppe e medaglie per adulti e bambini, il torneo è stato anche seguito da un arbitro ufficiale mandato appositamente dal Circolo Capablanca di Mestre.
7) Ho visto che avete anche un gruppo su chess.com e un blog, quanto conta il mezzo informatico nell'organizzazione di un laboratorio di scacchi?
Il mezzo informatico e Internet in particolare per ora è una vetrina per diffondere la passione degli scacchi tra coloro che vivono in zona, ma non solo, visto che una rubrica fissa del blog è rappresentata dalla puntuale segnalazione dei Tornei di Scacchi che si svolgono ogni mese del NordEst Italia e dei maggiori appuntamenti a livello nazionale e mondiale. Questo servizio ho notato con piacere che non si limita ad essere utilizzato dagli scacchisti mestrini, ma con mio stupore viene frequentato da visitatori di tutto il mondo, forse scacchisti italiani nel mondo chissà, per le informazioni e gli articoli che fornisce con linguaggio semplice e comprensibile anche ai non esperti .
8) In molti si chiedono come fare a rendere gli scacchi uno sport (più) appetibile e non quella cosa lunga e noiosa che molti si immaginano. In questo periodo al Ciprescacchi hai potuto farti un'idea?
Penso che l'educazione agli scacchi fin dai primi anni, in famiglia ma magari soprattutto diffusa in modo capillare nelle scuole, possa tornare utile per fare apprezzare questo gioco, considerato a torto in un certo senso elitario, anche alla massa. Un esempio lo possiamo trovare pensando al movimento del calcio negli Stati Uniti che si sta espandendo solo negli ultimi anni grazie alla sua diffusione nelle scuole americane nei decenni scorsi. Internet inoltre è lo strumento migliore per diffondere la passione degli scacchi a moltissimi giocatori on line e mi pare che stia facendo bene il suo lavoro negli ultimi anni. A livello organizzativo infine, relativamente all'agonismo, ho trovato i luoghi dove si svolgono spesso austeri, in questo senso avrei un'idea da proporre: penso che la federazione, potrebbe dotare e diffondere per i tornei nazionali, di pannelli video dove proiettare le partite più importanti in diretta in modo da stimolare la partecipazione anche di spettatori. Tali pannelli sarebbero sicuramente un'attrattiva anche per gli sponsor che magari potrebbero proiettare i loro loghi e reclam nei tempi morti prima dell'inizio delle partite o alla fine, non certo nel bel mezzo delle gare in quanto sarebbero solo una distrazione.
9) Parliamo del futuro, cosa ti aspetti da Ciprescacchi? Come pensi evolva questa realtà?
Nell'immediato futuro stiamo programmando un corso di scacchi presso l'Istituto Comprensivo Parolari di Mestre-Zelarino che è appunto vicino la Cipressina, indirizzato sia ai bambini delle scuole primarie che Medie-Superiori. Per questo parteciperò ad un corso diretto dal Maestro Antonio Rosino per insegnanti organizzato dal Comitato Regionale Veneto Scacchi FSI e dall'ASD Valpolicella che si terrà in ottobre vicino Verona, in modo da crescere come insegnante nel mio modo di educare agli scacchi i ragazzi.
Se la passione dovesse svilupparsi nel quartiere, come prospettavo prima, non escludo che il Laboratorio di trasformi in Circolo. Intanto tramite il Blog e mediante le lezioni ai miei alunni continuo a diffondere, localmente e globalmente, questa passione per gli scacchi tanto utile alla maturazione e crescita dell'essere umano in quanto tale.
10) Abbiamo finito, c'è qualcosa che vorresti aggiungere?
Vorrei per finire ringraziarti per l'interessamento che hai dimostrato per la nostra locale realtà e per il lavoro di diffusione informativa globale che ci accomuna svolto nel tuo blog (Il Mondo degli Scacchi), che leggo da qualche settimana con piacere.